Caso Grand Hotel Salerno: l’opposizione formalizza richiesta di un Consiglio urgente
Il caso Grand Hotel Salerno accende lo scontro politico in città. Tutti gli 11 consiglieri che compongono l’opposizione hanno formalizzato la richiesta di convocazione urgente del Consiglio comunale per fare chiarezza sulla sospensione della licenza della struttura ricettiva e sulla controversa vendita dell’area di Foce Irno.
I motivi della richiesta: chiarezza su debiti e licenza
L’urgenza della convocazione, come spiegato dai firmatari, è dettata dalla necessità di un confronto politico prima che venga discussa la sospensiva del Tar. Lo scorso 13 agosto, allo scadere di un ultimatum di 90 giorni, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Vincenzo De Luca aveva sospeso la licenza del Grand Hotel di lungomare Tafuri per il mancato versamento di tributi locali, stimati in 9 milioni di euro. Secondo le ricostruzioni, circa 4 milioni sarebbero riferibili alla società Immobiliare Panoramica Srl (titolare della struttura) e i restanti ad altre società collegate.
Il provvedimento di chiusura, tuttavia, è stato “congelato” nel giro di poche ore dai giudici del Tar della Campania, che hanno accolto il ricorso presentato tempestivamente dalla proprietà.
Il nodo della vendita di Foce Irno
Oltre alla licenza, i consiglieri di minoranza puntano i fari sulla vendita dell’area di Foce Irno. La cessione, infatti, è avvenuta in favore di una società riconducibile agli stessi titolari del Grand Hotel, con cui il Comune di Salerno ha ancora un contenzioso in corso.
La reazione compatta dell’opposizione salernitana
A partire da ieri, il presidente del Consiglio comunale, Horace Di Carlo, ha 20 giorni di tempo per accogliere la richiesta e convocare l’assise. A firmare il documento sono stati Giso Amendola e Franco Massimo Lanocita (Salerno democratica), Rino Avella (Avs), Claudio Russolillo (Movimento 5 Stelle), Ersilia Trotta, Gherardo Maria Marenghi e Ciro Giordano (Fratelli d’Italia), Gabriele Casaburi e Sarel Malan (Forza Italia), Corrado Naddeo e Armando Zambrano (Oltre).
Dopo le recenti divisioni sulle nomine, il caso Grand Hotel Salerno agisce da collante per la minoranza. “Vogliamo innanzitutto rappresentare ai cittadini lo stato dell’arte e contribuire con una nostra ipotesi d’intervento”, sottolinea Lanocita.
Per Ersilia Trotta (FdI), la decisione del Comune di revocare la licenza a ridosso di Ferragosto “non risponde a nessuna logica: se c’è un’esposizione debitoria, è utile che l’attività continui a lavorare per assolvere il debito”. Il consigliere Corrado Naddeo ricorda come “il recupero delle somme dovute è questione atavica che falsa il bilancio”. Sulla questione Foce Irno è intervenuto anche il consigliere Russolillo (M5S), chiedendosi come mai l’area sia stata dismessa “in una città che ha una cronica carenza di parcheggi”. Ciro Giordano (FdI), infine, invoca trasparenza e preannuncia un’opposizione ancora più agguerrita.





